La vittoria di Niki Vendola alle primarie in Puglia è stata travolgente; soprattutto per il PD che non è stato capace di capire i suoi stessi elettori e intercettare le loro aspettative. Si è commesso l’errore di credere che aggiungere pezzi a casaccio, uno dopo l’altro, in un freddo Risiko delle alleanze, creando strani compagni di letto, da D’Alema a Casini, passando dalla Poli Bortone senza escludere lo stesso Vendola, fosse il modo più semplice e rapido di vincere e chiudere in fretta la partita. Pazienza, poi, se questi pezzi fanno fatica a incastrarsi tra di loro e condividere lo stesso progetto politico. L’errore è stato quello di partire dalla coalizione e non dal candidato. Quando si tratta di elezioni monocratiche e dirette come quelle del sindaco, del presidente di provincia o di regione, il candidato è il punto di partenza e non quello di arrivo. È intorno a un candidato che si deve costruire l’alleanza di governo che si deve basare su ideali condivisi e precisi obbiettivi da realizzare. La prima esigenza non deve essere la creazione di una coalizione il più possibile vasta, a prescindere da chi potrebbe guidarla e verso dove. Il candidato non è un elemento intercambiabile o secondario. È un vecchio vizio storico della sinistra, dalla “gioiosa macchina da guerra” di Achille Occhetto, passando per la “Grande Alleanza Democratica” di Romano Prodi, che vede schierati insieme elementi non amalgamabili solo in virtù di elezioni da vincere e nemici da sconfiggere, ma che non riesce a governare in maniera efficace e stabile.
Spero che gli amici del PD sappiano riflettere e lo facciano anche per questioni più vicine a noi. A Montesilvano, per esempio, si voterà tra due anni (ma, chi può dirlo?, forse anche prima) e la scelta deve partire da una candidatura seria e credibile, che sappia essere sintesi politica della voglia di cambiamento e della capacità di amministrare. Non di una “politica algebrica” in cui i conti spesso non tornano. Non bisogna dare per scontato che il cittadino voti il proprio partito a prescindere dal candidato. È un vecchio modo di fare e vedere la politica che il voto in Puglia potrebbe aver mandato per sempre in pensione.
Jan 25
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January 26th, 2010 at 8:03
Lo sai come la penso, ci siamo incontrati un paio di volte su mia iniziativa ma ora tocca al Segretario del PD lavorare su queste come su altre iniziative (che si aspetta a scendere in piazza contro il plurindagato? parrebbe che ci sia anche un ennesimo rinvio a giudizio per “disastro ambientale, ma la cosa non è confermata… praticamente gli articoli del C.P. il nostro li ha esauriti, io ieri sera in una riunione ho di nuovo fatto casino per questo!), io sono quì a disposizione ma sono un pò “vecchio!!!”
a presto
max