Oggi ho dato il mio sostegno all’appello comparso sul Corriere della Sera per la riforma elettorale in senso uninominale.
I Radicali hanno creato un sito www.uninominale.it dove è possibile appoggiare questa proposta.
Gli obbiettivi di questa riforma sono: la restituzione ai cittadini elettori della libertà di scegliere il proprio rappresentante nelle assemblee elettive a ogni livello; collegare ogni candidato in modo diretto e preciso a una determinata e circoscritta area geografica; responsabilizzare i rappresentanti istituzionali alla tutela dell’ambiente del quale dovrebbero essere espressione.
Le adesioni all’appello vengono da un po’ tutti i partiti: tutti si dicono d’accordo (a parole!) sulla necessità di cambiare la legge elettorale vigente (il cosiddetto “porcellum” per stessa ammissione dell’ideatore Calderoli), ma poi dubito che la “casta” permetterà il cambiamento di una legge così comoda per conservare privilegi e partitocrazia.
Un appello bipartisan, quindi, al quale ho aderito con la speranza che non spuntino fuori nuove, miopi, insulse polemiche come è già capitato altre volte per mie adesioni a petizioni on line.

Sul Centro di oggi la lettura dell’intervento di Andrea Mamarrella, architetto e docente universitario, riguardo al dibattito sul futuro dell’EX COFA, il vecchio mercato ortofrutticolo di Pescara vicino al mare, è stata illuminate e mi sento di dire che condivido al cento per cento tutto il suo ragionamento.
Prima di tutto va segnalato il colpevole degrado di una zona che ha enormi possibilità di sfruttamento, data la sua strategica vicinanza al Porto Turistico. Ma le responsabilità e le speranze di un rilancio non possono che passare che per una via: quella dei privati e quella del mercato dei capitali internazionali. Troppo spesso un’imprenditoria improvvisata è campata esclusivamente di incentivi e fondi statali per la creazione di vere e proprie “cattedrali nel deserto”, progetti inutili, calati dall’alto ed economicamente non autosufficienti, che subito dopo l’inaugurazione in pompa magna hanno iniziato un nuovo processo di degrado e che sono morte il giorno in cui i fondi sono finiti. Ma se la politica ha le sue colpe, anche l’imprenditoria locale edilizia non è da meno. L’unica cosa che sembra interessare è la creazione di edilizia abitativa, appartamenti e palazzi, che danno un facile guadagno immediato a chi compie l’investimento, ma non portano né ricchezza strutturale al territorio, né nuove opportunità di sfruttamento di servizi per la comunità.
Come si può uscire dalla tragica situazione così ben descritta dall’architetto Mammarella?
L’unica possibilità è quella della creazione di un sistema finanziario più evoluto e innovativo che non punti solo ad avere relazioni con banche e/o cooperative bancarie locali, ma che guardi ad esperienze di successo di altre metropoli europee e mondiali che hanno saputo creare delle vere e proprie “borse locali”, in cui le società piccole, magari a gestione familiare e prive di know how e fantasia, mettano insieme le loro risorse e creino un sistema sinergico anche con realtà finanziarie e capitali stranieri e internazionali, con l’obbiettivo di realizzare proggetti ambiziosi, costosi, ma anche economicamente più lungimiranti e molto più utili al territorio stesso.
L’ex Sindaco di Pescara Luciano D’Alfonso aveva puntato all’area dei Balcani, il Presidente della Regione Abruzzo Chiodi dice di aver puntato alla zona del basso mediterraneo. Una città come Pescara se vuole avere la speranza di diventare un’area culturale fresca e positiva deve diventare prima anche commercialmente vincente. Ma per fare questo, come dimostra anche la mia esperienza quotidiana nel polo finanziario di Vienna, deve diventare finanziariamente più evoluta.
Infatti anche guardando al passato, citta’ come la Firenze di Lorenzo De Medici prima di diventare poli culturali sono state citta’ evolute in finanza ed in scambi commerciali. Lo stesso vale per la Venezia dei Doge arrivando a citta’ come New York e Londra. E’ facile intuire come Pechino o Mumbai, ora citta’ evolute commercialmente ed in via di evoluzione finanziaria saranno poli culturali internazionali in un vicino futuro.
Forse Pescara dovrebbe buttare l’occhio un po’ piu’ a Est e puo’ farlo solo attraverso il mercato dei capitali internazionali e attraverso un imprenditoria capace di sganciarsi dalla gestione di tipo familiare. La politica? Sarebbe un risultato ottimale se riuscisse a non mettere i bastoni fra le ruote agli eroi del nostro tempo: i piccoli imprenditori.
Salve amici del web,
Il Consiglio di Mercoledi e’ stato veramente entusiasmante sia da un punto di vista tattico che da un punto di vista politico. La minoranza e’ stata compatta e si e’ andata intelligentemente ad insinuare nelle spaccature causate da motivi piu’ o meno nobili del centro destra.
Si potra’ sicuramente convenire che il Consiglio straodinario indetto Mercoldi scorso ha chiamato i consiglieri a votare forse la delibera piu’ importante di questo primo anno di consiliatura.
La Provincia ha poche competenze attribuite per legge ed una delle piu’ importanti gli è stata trasferita da altri enti, e’ quella delle Politiche del Lavoro che, al suo interno include, tra l’altro, anche la Formazione. Il Presidente Testa ha proposto praticamente di far gestire questa voce importante da una societa’ srl detenuta al 100% dall’ente Provincia con un amministratore unico.
Testa parla e continua a parlare di Provincia Utile, slogan coniato dal bravissimo Russo, ma poi in pratica sposta fondi ingenti in una srl anche se detenuta al 100% dalla Provincia spogliandola di un azione amministrativa Utile per davvero.
Capisco in pieno che una srl darebbe snellezza e dinamismo gestionale di questi fondi che vengono erogati dalla Comunita’ Europea ma allora non capisco perche’ si e’ associata la creazione di questo societa’ a responsabilita’ limitata con il problema dei precari.
Sono e devono restare due cose distinte.
Ho sempre pensato che gli enti non possono fungere da ammortizzatori sociali e che una razionanalizzazione dei costi fissi sia da mettere in atto ma quando si toglie a Caio (sx) per dare a Sempronio (dx) allora la voglia di efficienza va a farsi friggere.
Il Presidente Testa ha voluto accellerare non solo tagliando fuori la minoranza ma anche tagliando fuori i consiglieri che lo hanno supportato finora in maggioranza.
Sarebbe intelligente ed il Presidente Testa spero l’abbia capito aprire un tavolo tecnico con la minoranza con trasparenza mettendo tutte le carte sul tavolo invece di fare le sveltine di Ferragosto.
PS: Guardatevi le carte e l’aspetto della concorrenza (Legge Brunetta) non rida’!! Voi che ne pensate?
Buon Ferragosto
Attilio Di Mattia
DEL-2010-0000371_52266429434417631
L’Istituto Italiano di Cultura,
l’associazione CRAM (Abruzzesi nel mondo),
la A.I.E. (Associazione Italiani all’Estero)
e
l’Associazione Abruzzo Sostenibile
hanno il piacere di invitare la S.V.
ai seguenti eventi organizzati per raccogliere fondi per
il restauro della chiesa di San Clemente a Fossa (L’Aquila) danneggiata dal terremoto
Concerto del Trio di Vienna, coordinato dal M° Patrick De Ritis
e del
Duo Anna Bosacchi (pianoforte) e Tomasz Piętak (baritono)
Asta di beneficenza di dipinti e sculture donati da 24 artisti
che si terranno il giorno 28 giugno 2010 alle ore 19:00
presso l’Istituto Italiano di Cultura, Ungargasse 43, 1030 Vienna
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